Archivio per la Categoria “Live”

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Ho i biglietti! Ho i biglietti!! HO I BIGLIETTI!!!

Di cosa?
Ma cazzo! Del concerto evento del millennio!
Nine Inch Nails + TV on the Radio + Animal Collective + special guests (si parla di Zu, tanto per dire) all’Ippodromo delle Capannelle di Roma, il 22 luglio 2009!!

Se non venite siete degli idioti. Punto.

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E io ci sono andato, alla faccia di Caizzi che era il suo compleanno ed era a casa malato! AHAHAHAHAHA!

I Deerhoof sono un gruppo di San Francisco che propongono un particolare mix di noise rock, jazz, sperimentale e J-Pop.
Direte: “E che cazzo c’entra il J-Pop con gli altri tre generi?”
Risponderò: “Nulla! Ed è questo il bello!”

Perché i Deerhoof nascono come band noise/experimental (con il grande, grande, GRANDE, batterista Greg Saunier) e lo rimangono fino a quando Saunier non incontra Satomi Matsuzaki (che in seguito diventerà sua moglie).
Satomi non ha la minima esperienza in campo musicale, ma la sua voce, infantile e tremendamente J-Pop, riesce a seguire alla perfezione le linee melodiche costruite dai Deerhoof. Il sodalizio era nato.

Dovete sapere che io dei Deerhoof avevo sentito praticamente solo un disco, Friend Opportunity, dell’anno scorso, ma in realtà l’unica canzone che mi aveva davvero colpito era +81, di cui vi metto un video per maggiore comprensione:


Come potete notare, anche se in questo pezzo è meno evidente che in altri, la voce tipicamente giapponese di Satomi crea una particolare tensione, incontrandosi con la melodia noise.
Certo, +81 è praticamente un vero e proprio omaggio al J-Pop, con la sua sonorità plasticosa, e di conseguenza questa tensione è solo minimamente percettibile.
Però, ecco… Io al concerto sono andato con in testa questo pezzo.
Questo, invece, è uno splendido esempio di quello che ho sentito:


Splendido.
Saunier alla batteria (un set di 4 pezzi santiddio!) è come vedere un film erotico tra un uomo e uno strumento musicale. Ci si accascia sopra, lo accarezza, lo batte e lo scopa con violenza. Se in studio (almeno negli ultimi due album) questo non si nota, dal vivo è talmente evidente che il feeling con i Deerhoof ne risulta irrimediabilmente sconvolto.

Calcolando che questo per me è stato l’ultimo concerto dell’anno, mi trovo a tirare un po’ di somme. Rispetto all’anno scorso, con Sonic Youth e Liars, questo è stato un anno più sottotono.
I clou sono stati i Battles, quest’estate, e appunto i Deerhoof. E… cacchio, è stato l’anno dei batteristi folli!

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Oggi è l’ultimo giorno di Sziget. Domani mattina C e G prenderanno il pullman delle 5.30 per l’aeroporto. E’ quasi ora di pranzo e nonostante il caffè C sta già crollando di sonno. Sarà dura fare l’after-hour fino alla partenza del pullman.

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Quarto giorno di Sziget e penultimo effettivo del viaggio in Ungheria.
La sveglia è terrificante. Il freddo mattutino congela piedi e mani, fa battere i denti, fa tremare e perdere la speranza del caldo.
Alle 8.01 C è già in piedi, pronto per entrare nella zona del festival, conscio che a quest’ora non c’è nessuno in giro tranne i rimastini a ballare al Mokka Cuka. Scatta delle foto al camping addormentato, verosimilmente al calore di sacchi a pelo imbottiti. Bestemmia contro la Wizz Air e il Terminal AA di Fiumicino per il bagaglio smarrito. Si strofina le mani contro le braccia, stringe le dita dei piedi. Niente, il freddo non se ne va.

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Terzo giorno di Sziget: C e G colgono l’occasione di un giorno musicalmente più moscio per fare un giro più approfondito a Pest.

Ore 09:00: un tizio chiede della droga a G.
Ma che non si pensi che la colpa è del Sziget. E’ della faccia di G, che da almeno 10 anni attira a sé tutti i figuri più loschi del circondario.

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Il secondo giorno effettivo di Sziget si svolge in modo relativamente tranquillo per C e G.

La tenda è a posto, le docce funzionano a dovere (giusto un po’ gelide), i Toi Toi (cioè i cessi chimici) riservati al camping italiano sono tanti e igienizzati con dignitosa frequenza.

Inoltre oggi è il giorno di alcuni concerti importanti: Millencolin, Kaiser Chief, Jamiroquai e soprattutto i grandiosi Modeselektor, che C manco sapeva di trovare al Sziget, quindi sono una graditissima sorpresa.

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Ore 7:30 di mattina. C e G vengono nuovamente svegliati dal caldo asfissiante che entra in tenda.
La riparazione sembra reggere, ma l’afa inconsulta presagisce una nuova giornata al limite della sopportazione psicofisica.

Il primo concerto inizierà alle 15.00. Svariate ore separano C e G dall’inizio vero e proprio del Sziget. Devono trovare qualcosa da fare.

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Ore 7.30 di mattina. Il sole entra in tenda e C e G si svegliano di soprassalto, senza riuscire a respirare.

Ore 7.30 di mattina, con un caldo del genere, significa che sarà impossibile riaddormentarsi e che la giornata sarà parecchio più lunga del dovuto.

C e G escono dalla tenda, si lavano rapidamente, indossano gli stessi vestiti del giorno precedente e decidono di girare un po’ per Budapest. L’unico concerto del giorno, gli Iron Maiden, inizierà alle 21.30, quindi di tempo per esplorare ce n’è un’infinità.

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C’è che uno decide di fare una vacanza fuori standard anche perchè vuole vedere la propria reazione a fronte di situazioni diverse da quelle comuni e comode della vita normale.

Se poi un placido programmatore aracnofobo e schizzinoso finisce per andare in tenda a un festival rock su un’isola in mezzo al Danubio per una settimana – peraltro a vedere nessun gruppo che gli interessasse davvero – bè, le difficoltà aumentano.

Se poi a Fiumicino decidono di smarrirti la tenda e il sacco a pelo, non è tanto l’aumento delle difficoltà, quanto la sinfonia di blasfemie che prorompono vivaci dai due sprovveduti campeggiatori della domenica.

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