Archivio per la Categoria “Film”

RocknRolla

Soldi ben spesi. Davvero.

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Che - Guerriglia

Che figata! Pare un finto film porno spagnolo con il santino del Che!

Viva i santini! Viva la revolucion!

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SEI UN SUPEREROE..ANZI SUPERSLOTH!!!!!!!

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(Si ringrazia Gianni per la segnalazione!)

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Ad imperitura memoria.

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The feel-good film of the decade

Danny Boyle ci ha già abituato al suo modo di raccontare le storie in Trainspotting e lo riprende per The Millionaire.
Riesce a narrare la crudeltà della vita nelle baraccopoli indiane con un realismo e una crudezza eccessiva, pugni alla bocca dello stomaco in continuazione, e però ci mette sopra una storia così delicata e leggera e bella che le riflessioni, per quanto siano ormai state acquisite – e nessun futuro discorso sull’India non ne potrà tenere conto – si esce dal cinema col sorriso stampato sulla faccia, forse anche una lacrimuccia di commozione.
Le locandine inglesi lo dicono bene: “Il film presabbene del decennio”. Come non concordare.

Nota di merito per il glorioso omaggio ai film di Bollywood, nel finale, con tutti i personaggi, buoni e cattivi, grandi e piccini, che cantano e ballano insieme nelle note di una canzone pop indiana. :D

Nota di demerito per l’adattamento del titolo. In originale era “Slumdog Millionaire” che suona tipo “Il milionario delle baracche”. In Italia invece hanno levato il (giustamente) incomprensibile Slumdog, ma a ’sto punto potevano anche tradurlo, e che cazzo…

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Per dirimere un’estenuante faida tra me e Gianni (Mariol, ShinyBallBoy, Alessandro o come diavolo volete chiamarlo), ho pensato di fare un bel sondaggio su quale sia il miglior film Pixar di sempre.
Ovviamente mi auguro che abbiate visto WALL•E per dargli una qualche speranza. Se non l’avete ancora fatto, fatelo e solo poi votate.

Ora procedete pure nella votazione, e che vinca WALL•E!

Qual è il tuo film Pixar preferito?

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WALL•E è un capolavoro. Senza senso.

Non c’è nulla da dire: va visto e basta. Andate al cinema (se riuscite ad andare alle proiezioni pomeridiane a cui è ormai relegato), scaricatevelo, compratevi il DVD o il Blu-Ray. Fate quel che cazzo vi pare, ma non negatevi la visione del miglior film di animazione (e chissene frega se è computer grafica e siete dei tecnofobi) di tutti i tempi. Altro che Disney, anche quella dei bei tempi andati.
Gloria a Andrew Stanton, già autore di Alla Ricerca di Nemo, e alla Pixar tutta.   

Per chi ha già visto il film, ho trovato su YouTube il video degli splendidi titoli di coda e l’ho inserito dopo il break per gli spoiler presenti. Vedetevelo il prima possibile che la Pixar potrebbe farlo rimuovere.

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Talvolta dei film riescono a toccare delle corde emotive di gran lunga più profonde di quelle che toccano di solito.
E quando lo fanno è come se fossero violenti pugni nello stomaco che ti scuotono e continueranno a farlo per giorni dopo che hai spento il lettore DVD.

In ordine di intensità emotiva:

  1. Eternal Sunshine Of The Spotless Mind
  2. A Beautiful Mind
  3. Magnolia
  4. Full Metal Jacket
  5. American History X

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C’è un genere di film su cui mi piace particolarmente indugiare. E’ il non-sense.

14 anni fa uscì Pulp Fiction: credo sia il primo film non-sense che abbia mai visto, e di sicuro il più importante.
Senza temere di spoilerarlo a qualcuno (per dio, sono passati 14 anni, è un più-che-classico, e se qualcuno non l’ha visto, si merita gli spoiler), vorrei spiegare in cosa lo trovo non-sense, nonostante a me appaia lampante.
Pulp Fiction non ha una trama canonica. Cioè: non c’è un inizio, magari con i protagonisti in condizione di tranquillità; non c’è un qualche evento scatenante, che toglie ai protagonisti la loro iniziale condizione, per immergerli in un momento di crisi o quel che è; non c’è una soluzione, cioè i protagonisti non tornano nella condizione iniziale, nè in una nuova.
O almeno, queste cose ci sono e non ci sono.
Il fatto è che non è importante.
John Travolta inizia come criminale e finisce ucciso sulla tazza del cesso. Samuel L. Jackson inizia come criminale e finisce religioso. Bruce Willis inizia pugile e finisce fuggiasco su un chopper, baby. Ma tutto quello che c’è in mezzo, in realtà, sono solo stronzate.
Prima di scagliarvi contro l’eretico (cacchio, io adoro Pulp Fiction!), pensateci bene: cosa succede nel mezzo del film? Pallottole deviate da mano divina, poliziotti maniaci sessuali, valigette, auto macchiate di sangue, overdose e siringhe di adrenalina. Tante situazioni, tutte splendide, divertenti, quasi sempre geniali, che però non portano a nulla. Non hanno un senso “superiore”. Sono stronzate.

Eppure tutti ma proprio tutti, quando vedono Pulp Fiction gridano al miracolo.
Sarà per le situazioni altamente comiche; sarà per la caratterizzazione eccessiva dei personaggi; sarà per la familiare inutilità dei dialoghi; sarà per il magistrale intreccio anacronologico.
Evidente: Pulp Fiction è un capolavoro. E difatti non ho alcuna intenzione di paragonarlo a Burn After Reading.
E però non riesco a comprendere perchè mai un film non-sense come Pulp Fiction è riuscito a generare folle di fan sfegatati, mentre Burn After Reading ha generato in metà pubblico la sensazione di un film divertente, a tratti geniale, e nell’altra metà quella di aver buttato i soldi del biglietto.

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