Archivio per la Categoria “Citazioni”

Scampoli di lezioni di Analisi:

Metti sopra, porti sotto, riduci a icona e hai calcolato la derivata!

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Lo sai poi come funziona con le gemelline: te ne scopi una e gode pure quell’altra.

[cit. Gianni di Rimini/Starbess]

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Lost, puntata 3×09 (Straniero in terra straniera).

Sawyer si avvicina a un personaggio piuttosto triste, di cui non faccio il nome per non spoilerare, e per tirargli su il morale gli tira un pugno sulla spalla.

“Aaah! Perchè mi hai dato un pugno?”
“Per farti diventare un cowboy.”

No, cioè, oddio… E’… è… geniale!!
Poteva dire: “Per farti diventare un uomo.” ma ha detto “cowboy” e la battuta è diventata leggendaria!

Fantastico.

E consiglio anche la 3×10 (Tricia Tanaka è morta), dove Sawyer si prodiga in altrettante allegre battute, come il soprannome di Hurley “Cucciolone” o il soprannome di Roger Manodopera (genialità di Hurley, stavolta) “Skeletor“.

A Skeletor piace! Cin Cin!“, battendo una lattina di birra sul teschio di un uomo in decomposizione.

AHHUAHAUHAAH!!

Debbo disintossicarmi da Lost. :|

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L’importante è non arrivare a 33 anni e aprire il Mirò. [cit.]

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Matilde: “vabbè ti conosco bene ma non ho le palle di vetro

Eh??

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Troppo distante da quell’ambiente.

Ecco come ci si sente quando non ci si sente integrati in nessun luogo, in nessuna compagnia.

Un sabato sera a Ponte Milvio insieme a amici recenti e meno recenti, il disagio di stare lì perchè lo si sente troppo, lo si sente nelle ossa che non è quello il posto dove vorrei stare, lo si sente nell’anima.

Si cresce con la convinzione che il conformismo sia sbagliato, una limitazione dell’espressione del proprio essere più intimo. Magari si passa attraverso delle fasi di mode alterne, pariolino, zecca, e via così. Si tiene duro al liceo, cuore del conformismo più acceso, perchè si pensa che prima o poi gli altri si accorgeranno della propria chiusura mentale e si scrolleranno finalmente di dosso l’appartenenza a una categoria. Si spera nell’arrivo di un’entropia che poi si rivela non esistere.
Non si pensa mai alle conseguenze, però. Ci si aggrappa all’idea che rimanere ancorati al proprio anticonformismo sia necessario per sé stessi prima di tutto, che prima o poi si verrà capiti, si verrà appoggiati.
Invece no.
Più si va avanti, più ci si ritrova circondati da persone che fanno di tutto per integrarsi con loro “simili”. E’ una questione di autoconservazione, immagino, dovuta alla necessità dell’essere umano di stare in un gruppo, di essere quindi appoggiato e compreso anche a scapito delle proprie idee.
Insomma, si finisce per rimanere soli con le proprie convinzioni, che a poco servono se non possono essere condivise.
Si potrebbe pensare che tutti i grandi pensatori devono necessariamente avere idee contrastanti da tutti, vivere in un limbo particolare. Si potrebbe, certo, ma sarei piuttosto immodesto a definirmi un grande pensatore. :D
La realtà è che si finisce per trovarsi male sempre e ovunque, avere un sorriso forzato nella stragrande maggioranza delle situazioni, sperare che la sera finisca presto per buttarsi a letto e sfanculare tutto fino a domani. Finisce che chi è integrato, nella sua ignoranza sta meglio.
Si finisce come un popolo che ha sempre vissuto in schiavitù che viene liberato senza volerlo e non riesce a vivere nella sua nuova condizione, innegabilmente migliore, ma completamente opposta a quella a cui era abituato, l’unica che conosceva.
Si finisce condannati per sempre a guardare con un velo di tristezza, compassione e invidia chi è riuscito a integrarsi, e non si riuscirà mai a venirne fuori.

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Se ce shtann’ più cr’m'nale, ce dev’n’ stà più carcere nò più ‘ndulte!

Io amo Di Pietro.
Stasera da Santoro è stato preso per il culo da tutti per il suo italiano, ma santo dio,  intellettualoidi di sinistra figli di troia come Fuksas, è anche e soprattutto colpa vostra e della vostra leziosità e dei vostri “alambicchi della ragione”, della vostra filosofia inutile che siamo di nuovo nella merda fino al collo.
Se si andasse oltre alle puttanate manieristiche della politica e si guardassero i contenuti, quelli veri non le bufale berlusconiane, l’Italia sarebbe un paese migliore.

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La vostra soddisfazione è la nostra miglior ricompensa.

Il cliente ha sempre ragione.

Continuare a soddisfare il cliente anche a lavoro ultimato.

Solo clienti sorridenti!

:cry:

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“Non è mai colpa nostra.”

Già, mai.

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Visto che è sempre un peccato buttare cose, d’ora in poi raccoglierò sul blog i messaggi personali che uso su MSN.
Utilità? Nessuna, ma in qualche modo devo pure riempirlo sto spazio!

Messaggio di ieri, in onore dell’acquisto del costoso volume di 300, di Frank Miller e Lynn Varley:

“Siamo con voi, sire. Fino alla morte.”
“Non ve l’ho chiesto. La democrazia è per gli ateniesi, ragazzo.”

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