Archivio per la Categoria “Lavoro”

Ieri mattina, andando in ufficio sono passato davanti al Giulio Cesare, il mio vecchio liceo.
Era il primo giorno di scuola delle 4e ginnasio e fuori una marea di ragazzini accompagnati dai genitori aspettavano che i bidelli (ops, personale ATA) o i professori (seh, ve piacerebbe… docenti), non ricordo, nominassero la loro sezione e il loro cognome.
Dopodichè salivano la scalinata, venivano messi nel gruppo della loro classe e venivano accompagnati in aula.
E in quel preciso istante, seduti a fianco di uno sconosciuto (a me capitò Simone Macrì, per dire), in trepidante attesa della prima lezione, iniziava il momento più bello e intenso della loro vita, cambiandola per sempre.

Ieri, con l’entrata al Giulio dei “quartini”, ho deciso che è definitivamente cominciato il nuovo anno lavorativo.

Salute a voi, nuove quattordicenni del Piper che il martedì pomeriggio fate la riunione dei PR! Vi vestite più troie delle adolescenti dei miei tempi, ma siete molto più brutte.

Salute a voi, nuove stagiste della filiale Toscano sotto l’ufficio, che magari non siete belle belle belle come quella dell’anno scorso, ma avete una faccia da zoccole che se la voce è analoga, sarete le venditrici telefoniche dell’anno. Sicuro!

Salute a te, commessa di Calzedonia all’angolo con piazza Buenos Aires, che la prima volta che ti vidi, l’anno scorso, mentre ancora facevamo i lavori in ufficio, stavo attraversando la strada e ho completamente girato la testa nella tua direzione, rischiando di farmi ammazzare da una macchina di passaggio!

Salute a te, ragazza che prendi un caffè e un cornetto a portar via ogni mattina alle 10.05 allo stesso bar dove faccio colazione io!
Ho sempre avuto il sospetto che fossi la stessa persona della commessa di Calzedonia, ma perdio, non ho mai guardato il vostro volto.

Per cui, salute a te, nuovo anno lavorativo e fa che via Tagliamento / piazza Buenos Aires / viale Regina Margherita rimanga uno degli incroci “meglio frequentati” di Roma, proprio come l’anno scorso!

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Girando per il web, i veri nerd si imbattono continuamente in scempi di design e buon gusto che i web designer di bassa lega e a basso prezzo continuano a spacciare come siti internet (a proposito: a quando l’apertura di un albo per gli operatori web?).

Fin’ora il premio per il peggior sito d’Italia era stato assegnato al leggendario Old Game, il sito di un negozio di videogiochi di Milano (piuttosto famoso per chiunque bazzichi fiere fumettistiche).

La violazione di tutte le più semplici regole del buon web design con in più l’uso di strepitose gif animate che circolano dai tempi di ARPANET, lo rendono uno di quei siti di cui non si può fare a meno.

Fortunatamente non c’è mai limite al peggio. Una notizia di oggi (tra l’altro una notizia che ilare è dir poco, vi invito tutti a leggerla) pubblicata sul celebre blog di Paolo Attivissimo, Il Disinformatico, mi ha portato a guardare il sito del G.A.T., cioè il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza.

Il G.A.T. arriva lì dove Old Game ha fallito. Se, infatti, il negozio di videogiochi non è tenuto ad avere un sito bello e/o ben fatto (se non altro un sito lo possiede, ed è pure piuttosto completo, a livello di informazioni), il G.A.T. dovrebbe proporre un sito ineccepibile, proprio in virtù della sua principale mansione: proteggerci dai cybercriminali. Cosa che presupporrebbe una conoscenza perfetta della materia.

Animazioni in flash che avrebbero sfigurato nel secolo scorso, impatto estetico terrificante, organizzazione delle informazioni insensata.

Sono quasi commosso…

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Dopo circa 3 giorni consecutivi di programmazione brutale e infinita, capita di impazzire.

Risultati di una ricerca su Google del 26 maggio 2008, ore 10.52:

Your search – stramboide sinistroide – did not match any documents.

Did you mean: stromboli finasteride

A Google… No: io intendevo proprio stramboide sinistroide… :’(

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the programmer is a lie.

26 ore totali di programmazione, di cui le ultime 18 praticamente consecutive (4 ore di sonno più 2 ore di pause sparse).
Occhi fissi su due file PHP, fogli su fogli di progettazione di una query MySQL, una serie continua di prove e tentativi serrati per ridurre il tempo di esecuzione dello script da 5 minuti a 5 secondi.
Demoralizzazione, desiderio di suicidio, necessità di rispettare le scadenze in ogni caso, un nuovo metodo da tentare, poi un altro ancora, poi ancora e ancora e ancora e ancora e ancora.
Database pieni di dati buttati a causa di query scritte di fretta e con gli occhi secchi e socchiusi e la mente obnubilata dal sonno, database da rifare da zero, tempo perso che si aggiunge al ritardo ormai critico.
Riscrivere intere pagine XHTML per adattarle ai nuovi tentativi, riscrivere funzioni, riscrivere codice e poi codice e poi codice e poi codice.

Ma alla fine ci sono riuscito, perdio!
E ora vorrei solo accasciarmi sul pc e dormire… dormire…
dormire…
dormire…
dorm… i… re…
dor…

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Stagista: “Scusa, ma quest’anno febbraio ne ha 31?”

Copons: “…29…”

Stagista: “Ma non ne dovrebbe avere 31?”

Copons: “No, quest’anno ne ha 29.”

Stagista: “Scusa, ma non è un anno bisestile?”

Copons: “Appunto… Quest’anno ne ha 29.”

Stagista: “Ma sei sicuro? Io sapevo che quando non era bisestile febbraio ne aveva 30.”

Copons: “Fidati, quando non è bisestile, febbraio ne ha 28.”

Stagista: “Mah…”

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Sono entrato al bagno e ho trovato l’Arbre Magique appassito.

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Troppo lavoro…

Ieri: “Domani riunione in ufficio, ore 17.30, anche un po’ prima se ci riesci.”

Oggi: “Non funziona il CRM, il database non esporta in modo corretto, ti sei dimenticato i fix in homepage. Quando arrivi in ufficio fai in modo di avere un giubbotto antiproiettili.”

Riunione: sulla lavagna dei lavori da consegnare entro il 28 febbraio, il mio nome era affianco di quasi tutte le voci. Tanto per capirci, mi hanno pure detto che mi metteranno un programmatore junior (più junior di me? A PIPPA!!) alle mie dipendenze per betatesting e data entry duro e puro.
E domani devo pure andare a scuola a fare lezione al posto del capo che è impegnatissimo in altro.

Risultato: vita sociale azzerata da qui al 28 febbraio. Aridateme l’università mortacci vostra! :D

E però i due giorni per il concerto dei Radiohead me li sono già presi, quindi sicuro il 17 giugno sto in modalità goduria. Sia se ci vado sia se rimango a Roma…
Ma se rimango a Roma mi incazzo come un’ape. Ecco.

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Vorrei segnalare a tutti gli informatici che seguono questo blog (ma ce ne sono, oltre me? o.o) questo articolo di Punto Informatico: una descrizione agrodolce della condizione dell’informatico costretto a sottostare al detto: “L’informatica è quella cosa dove chi comanda non la conosce, e chi la conosce non comanda”.

Chi è un Bravo Informatico?

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Second Life

Un programmatore è abituato a lavorare davanti a uno (o più) monitor, le mani sulla tastiera, la schermata bianca (o blu se si è retrocoder…) con testo colorato, la barra di avvio affollata di decine di programmi diversi.
Un programmatore pensa di voler uscire, nelle giornate di sole, oppure di voler guardarsi un video, su quello splendido schermo, o un videogioco, o leggersi un giornale o prendersi un caffè. Abbandonare il suo programma per un po’.

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SPAMMER!!!!!

E come ogni dannata volta che uno toglie i controlli anti-spam, per permettere maggiore comodità agli utenti nel commentare, ecco che arrivano i dannati spammer a rompere le balle pure qua.

Da qui la necessità di inserire l’immagine di controllo prima di ogni commento.
Ma visto che sono figo & simpaticissimo, almeno non sono parole a random, per quanto possano sembrarlo. Sono invero delle citazioni.
Chi dovesse scoprirle per primo vincerà un magnifico premio, anche più importante di quelli che ha vinto Pinnera per il centesimo post.

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