Archivio per la Categoria “Manga”


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Appena tornato da Berlino e subito becco su internet un video straordinario.
Non posso aspettare oltre, cazzo. Il trailer del film del mio fumetto preferito pare fighissimo, cazzo. CAZZO!
LO VOGLIO!!


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Oggi, sotto la doccia, mi sono scrocchiato lo sterno.

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Capolavoro.

Certe volte uno scopre dei capolavori con molto ritardo e senza grandi aspettative.
Ma quando poi ti trovi a leggere certe storie, ad ammirare certi disegni, bè, non puoi fare a meno di pensare: “Come ho fatto a vivere senza tutto ciò?”

Questo è il caso di Akira.

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20th Century Boys #22

E se i giochi che facevate da bambini, le vostre fantasie, i vostri sogni, si tramutassero in realtà?
E se da piccoli sognavate di difendere la terra dalla sua distruzione ad opera di fantascientifiche forze del male, e ora qualcuno stesse prendendo le vostre fantasie e stesse impersonando il capo delle forze del male?

22 volumi, 22 lunghe perle. Una trama contorta, colpi di scena ogni 2 pagine, mai niente di banale, una storia che (almeno a me, in relazione alla mia infanzia e a quella – conosciuta di riflesso – di mio padre) colpisce molto.
Solo che… come anche con Monster, l’autore Naoki Urasawa soffre di questa dannatissima sindrome del “non spiego nulla nel finale della mia opera”.
Eh si, perchè dopo che in questi 22 volumi è successo veramente di tutto, Urasawa a sorpresa chiude il fumetto con un colpo di scena e la storia lontana dall’essere conclusa.
Che tu sia maledetto Urasawa!

E giuro che se non sapessi che dopo pochi mesi da quell’ultimo episodio, Urasawa ha iniziato una nuova opera, chiamata 21st Century Boys, sarei andato in Giappone a prenderlo a schiaffi per diverse ore, almeno finchè non mi avesse raccontato il finale…

Tornando a questo numero:
che esperienza… che suspance!
Tutta la preparazione dell’evento clou del volume è una corsa velocissima a fiato sospeso a salutare tutti i personaggi comparsi nel corso degli anni, una sorta di chiamata alle armi per l’ultimo grande tentativo di resistere all’Amico.
Splendido. Un numero conclusivo così di spessore è raro vederlo. Urasawa si dimostra una volta di più autore sopraffino, capace di rimettere insieme nell’ultimo volume fila del discorso aperte anni fa, nelle primissime vignette dell’opera, il tutto con una coerenza e una tranquillità che solo lui potrebbe mettere in atto.
Altro che Kentaro Miura, che, lasciatemelo dire, ormai è buono solo a incartarsi…

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White Tower Rocks

Ma quanto mi piace lo stile netto e pulito di Tite Kubo?
Tanto, tanto, tanto.
Nonostante la mia recente intolleranza per gli shonen classiconi del tipo “picchia, allena, picchia, allena, picchia, allena”, questo manga mi sta colpendo molto positivamente.

La storia si prende qualche numero per ingranare (e… attenzione! il protagonista NON è privo di famiglia, NON è una volpe demoniaca, NON è fatto di gom-gomma, NON è un alieno di razza guerriera) e poi prende velocemente una piega di pathos ripidissima e molto veloce
Bleach raramente si perde in chiacchiere e puntate tampone tra un mega-combattimento e l’altro. C’è azione, poi sviluppo della trama, e via così ad libitum.

Poche davvero le pecche che sto notando, anche in quest’ultimo numero: i nomi, giapponesissimi e complicati da ricordare, e la quasi totale mancanza di sfondi nelle vignette.
Per il resto, lo stile l’ho già detto: mi piace parecchio. E’ molto cool, stiloso.

E poi… in Bleach ripongo una speranza: in 14 numeri la storia ha fatto grandi evoluzioni, e adesso si appresta ad arrivare a una degna (?) conclusione.
Ma… e se… e se invece di concludere solo questa saga e ripartire, concludesse proprio tutta la storia? Non sarebbe fantastico che anche gli shonen possano terminare naturalmente, senza acque allungate per anni?

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E’ meglio Urumi Kanzaki, ma ci accontentiamo, vah.

Prima la frenesia della ricerca di Urumi Kanzaki per impedirle di mettere in atto il crudele piano di umiliazione ai danni di Miyabi Aizawa e il suo tentativo di suicidarsi.
Poi il cambiamento del vicepreside Uchiyamada, tornato ai fasti dei suoi primi giorni da insegnante.
Poi ancora la scomparsa della professoressa Fuyutski e le indagini sul maggior indiziato, il professor Teshigawara.

Insomma, un gran numero, lo avrete capito. Una volta che il manga si separa dall’anime (un paio di numeri fa) la sua qualità prende una piega più che discreta, e la voglia di leggerne il vero finale è grande.

Unico neo di quest’edizione è che avrebbero dovuto pubblicarla a dimensione maximum, vista la mole di testo presente in ogni vignetta, che nel formato standard dei tankobon va a creare una confusione allucinante, tra dialoghi infiniti, serie di pensieri sconclusionati (Uchiyamada ne è maestro!), innumerevoli note a bordo pagina e via dicendo.

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Ma che originalità!

Però! Quest’opera di Harold Sakuishi, dopo un inizio stentato, si sta rivelando sempre più interessante.
E l’ultimo numero lo conferma: la storia esce finalmente (anche se non del tutto) dal tunnel “mafioso” in cui stava rischiando di cadere, e il volume scorre via veloce veloce, lasciando tutto in sospeso fino al mese prossimo.

Il mio proposito di non guardare neanche un episodio dell’anime sembra rivelarsi una buona scelta, visti i feedback negativi che ne sto ricevendo. Purtroppo il rischio di sentire le canzoni citate e suonate nel manga come robaccia J-pop è troppo grande da affrontare. Meglio immaginare i BECK che suonano ottimo indie o noise. Anche se immaginare la voce bianca (candida, direi, dalla faccia che fa quando canta) di Koyuki sopra un rock grezzo e sporco mi mette i brividi di terrore.

In ogni caso, un plauso all’ottimo autore per la fantasia che sprigiona nelle copertine. 7 su 9 riportano Koyuki con la chitarra che canta. Eppure ci sono personaggi molto più carismatici di Koyuki, nel manga. O anche, una bella copertina con tutti i membri dei BECK, non sarebbe male.
Ma… niente. Sakuishi pare voler proporre la sua opera solo come una solita e banale storiella licealadolescenzialegiapponese, come altre migliaia. Fortunatamente non è così, e quindi, Sakuì, continua a disegnare le copertine che ti pare, basta che dentro ci metti contenuti più che discreti, come fai ora!

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Tanto alla fine arriva Grifis e ti owna easy, e finalmente la piantiamo co sto fumettaccio…

Uscito dopo circa 6 mesi (e aspettare così tanto è davvero la morte del fumetto). Comprato e letto, senza andarmi a riguardare alcun numero precedente, che tanto erano 4 anni che stavano perdendo tempo in cazzate al porto.

A parte l’iniziale stordimento di dover leggere un manga da sinistra verso destra (Berserk credo sia rimasto l’unico ad essere ribaltato…); a parte che come prevedevo, tranne che nelle ultime pagine del volume (ma neanche tanto), non succede assolutamente nulla di notevole.
A parte queste solite cose, ho letto un bel numero di Berserk. Pieno di violenza e combattimenti al limite, bè… forse oltre, del plausibile-fantasy (anche per lo standard di Berserk).

Insomma, lo devo dire: erano anni (!) che non pensavo, dopo aver letto l’ultimo numero di Berserk: “Cazzo, ho appena buttato nel cesso 4€”.

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