C’era un tempo in cui tutto ciò che sto per raccontare esisteva. Era un tempo felice, in cui i protagonisti della storia erano rilassati, non avevano problemi da affrontare, ma solo l’allegria della loro giovinezza.
Questa storia si svolge a Roma, nel quartiere Prati, più precisamente in un isolato di via Duilio. E si svolge a partire dal 1999, quando avevo solo 15 anni e litigavo con i miei per cretinate e andavo in discoteca il sabato pomeriggio a provarci con tutte con la faccia tosta che solo quell’età ti può dare.

L’autunno del 1999 per me si aprì in modo particolare: decisi di lasciar perdere la ragazza dietro cui sbavavo da mesi e riuscii nella mitica mossa di essere rimorchiato in discoteca. La ragazza di prima la prese a male e mi fece minacciare da dei suoi amici, ma un’abile mossa dell’amico teppista di classe risolse la situazione elegantemente.
Nel frattempo Simone, Francesco e io, appassionati del cartone dei Pokémon, decidemmo di iniziare a giocare al relativo gioco di carte. Dopo qualche giorno scoprimmo un negozio di carte e miniature, Maremoto, a via Duilio.
Iniziammo a frequentarlo, anche in virtù della vicinanza con casa di Simone, che per uno con quel livello di pigrizia non è cosa da poco.

La vita da Maremoto scorreva placida. Io e Simone (perchè Francesco non frequentò mai molto il mondo delle carte da gioco) conoscemmo altre persone, tra cui Gianni e Fabrizio e in seguito anche Alberto e Adriano (o viceversa…) e molti altri che nel corso degli anni sarebbero rimasti tra i nostri più cari amici.
Un giorno, credo a fine 1999 o all’inizio del 2000, il negozio affianco a Maremoto, che probabilmente non avevo mai notato in vita mia, divenne un negozio di videogiochi, il Virtual Planet.
In davvero poco tempo Simone, Gianni, io e tutti gli altri frequentatori di Maremoto facemmo conoscenza di Marco, il proprietario del Virtual Planet. Andando in uno dei due negozi si finiva per forza anche nell’altro e alla fine, la nostra passione per i videogiochi, nel mio caso sopita da diversi anni, si risvegliò e lì cominciò una nuova era nella nostra vita.

Ci innamorammo del Dreamcast. Spendemmo davvero tutti i soldi che avevamo e anche di più per quella console passata alla storia per i suoi giochi innovativi, stupendi, capolavori di ogni genere. Eravamo tutti uniti dalla stessa passione e la vita continuava a scorrere in due universi divergenti: quello stressante della nostra vita comune, la scuola, l’amore e quello idilliaco di via Duilio.
Ricordo che lasciai una ragazza quando mi resi conto che mentre lei parlava con me al telefono, io poggiavo la cornetta sulla scrivania e andavo avanti a Skies Of Arcadia.
E ricordo i giorni prima dell’uscita di Shenmue, che li passavo sul sito di Nextgame, all’epoca bianco e azzurro, per leggere lo speciale di Zave su quel gioco che cambiò la vita a molti videogiocatori, tra cui me.
O quando mi chiusi per settimane a Metropolis Street Racer e conoscevo a memoria le vie di San Francisco, o le ore frustranti a cercare i Chaos Emerald con Knuckle a Sonic Adventure 2. Mi divertivo, non c’è dubbio. Passavo il tempo con la mia passione e con i miei amici, non potevo chiedere di più.

Il 14 febbraio del 2000 mi misi insieme con Matilde, la prima parte della nostra storia, che si concluse il giugno dello stesso anno.
Ma, come al solito, se la vita comune era sempre più un peso insopportabile, come lo è per tutti gli adolescenti del mondo, la vita al Virtual Planet era troppo divertente per lasciarsi trascinare nella tristezza della vita comune.

Nel periodo in cui iniziarono ad uscire le altre tre console dell’ormai passata generazione, trovammo quello che per la sera e la notte fu come il ritrovo che avevamo di giorno al Virtual Planet.
Il pub Rimini Rimini, a via Fabio Massimo, a pochi metri da via Duilio, e a fianco al ristorante cinese Bella Luce, dove andavamo spesso a mangiare e che da qualche anno è stato sostituito dal ristorante indiano Shanti.
Se il giorno lo passavamo da Virtual Planet, la sera la passavamo al Rimini Rimini. Era l’obbligo che ci eravamo autoimposti ed era stupendo perchè potevamo andare in uno dei due posti senza mai metterci d’accordo, che qualcuno lo trovavamo per forza.

Nel luglio del 2001, dopo un anno di acidità e rapporti difficili, io e Matilde tornammo insieme, e questa storia nel corso degli anni prenderà una piega che tutti sanno e che non è l’argomento di questo racconto.

Con il tempo diventammo buoni amici sia di Marco del Virtual Planet che di Gianni e Lina del Rimini Rimini, al punto da uscirci anche la sera.
Ricordo con piacere la prima volta che andammo ad Ariccia, da Totarello, che sfondarono il vetro della macchina di Andrea, e fu una serata in cui ridemmo da morire e ci divertimmo da matti.

Gli anni passavano, Simone lavorò per parecchio tempo come commesso al Virtual Planet, io feci lo stesso per un paio di Natali, Claudia lavorò qualche sera al Rimini Rimini.
Eravamo tutti come immersi in quella realtà alternativa che riusciva così facilmente ad astrarci dalla nostra vita quotidiana.

Ricordo Davide il siciliano, e le ore passate a raccontarci delle sale giochi all’interno di Shenmue.
Ricordo Claudio, con la faccia che pareva Metapod.
Ricordo Max Scialla e quella volta che ubriachissimo tornò di corsa a casa sua.
Ricordo i tornei notturni di Pro Evolution Soccer al Virtual Planet.
E Luca Bagnasco e le scabrose storielle che giravano su di lui.
E Riccardo Lombardi e i suoi debiti milionari con Marco per tutte le cazzate di giochi che si comprava.
E Giuseppone, e Lollo, e Edoardo detto Oracolo che gli piaceva tanto The Bouncer che però non si poteva vedè da tanto facesse cagare.
E ricordo i Friday Night a casa Macrì, con la sorella di Simone e le sue amiche, che poteva davvero succedere di tutto, roba da arresto immediato.
Ricordo i miei compleanni festeggiati da Rimini e le serate alcoliche come quell’Halloween che sono rimasto a dormire in macchina.
E quella volta che Alberto ha spaccato una vetrina del Virtual Planet e che Marco gliel’ha fatta ripagare.
O le sfide all’ultimo sangue a Top Spin con il mio personaggio, il Lerch, che era una pippa ma tirava delle suste mica da ridere.
E le sfide a tutti i Pro Evolution Soccer, che tanto perdevo sempre, o a Virtua Tennis, che perdevo sempre pure là.
Ricordo quando io e Gianni eravamo i campioni imbattibili di Mario Kart Double Dash e ci venivano a sfidare ma poi si cagavano sotto.
E quando finii F-Zero GX mentre servivo la gente, un Natale, al Virtual Planet.

Ricordo la sera dello “Spartiacque della nostra gioventù”, di come un gioco di merda come Final Fantasy Crystal Chronicles riuscì a minare un’amicizia di cemento armato come quella tra me e Simone e Gianni, facendoci fare la più grande litigata che mai abbiamo avuto, in cui tentai anche di investire Gianni.
Acqua passata, ma da allora non fummo più gli stessi. La nostra passione per i videogiochi ebbe una drastica riduzione e forse fu meglio così.
Le cose in breve tempo tornarono come prima e nessuno ci pensò più a quella storia, se non per farsi quattro risate.

Poi, un giorno, le cose finirono.

Era l’inizio dell’estate 2006 e il Rimini Rimini chiuse.
Gianni e Lina volevano cambiare attività dopo tanti anni di gestione di quel locale.
Fu un colpo duro e le nostre sere cambiarono da morire. Dovemmo ricominciare a sentirci per incontrarci, che abitavamo tutti sparsi per i quattro angoli di Roma.
Perdemmo di vista molti dei soliti avventori del Rimini Rimini.
Ma avevamo ancora il Virtual Planet, appiglio giornaliero della nostra vita alternativa.

Fu il 2007 a distruggere tutte le certezze che molti di noi riponevano nel futuro.
Marco del Virtual Planet decise, con Gianni di Rimini Rimini, di aprire un nuovo locale in Prati, il Mirò.
Speravamo ardentemente che qualcuno di conosciuto avrebbe preso in mano il Virtual Planet, per continuare la nostra vita di sempre. Lo speravamo davvero tutti.

Ma niente è per sempre, e io e Alberto, per altre ragioni, ce ne siamo accorti più di tutti gli altri.
Il Virtual Planet, dapprima noto con l’appellativo “Da Marco”, poi, con la speranza che uno di noi proseguisse a gestirlo, iniziammo a chiamarlo con il nome del papabile acquirente. “Da Luchino” poi “Da Diego”. Poi, il negozio iniziò a non aprire più. Marco era assorbito dal nuovo locale e non riusciva a reggere due negozi contemporaneamente. Lo chiamammo “Al negozio abbandonato”.
Oggi, 12 ottobre 2007, il Virtual Planet, dopo diverse settimane di abbandono, ha riaperto.
Con una nuova gestione.
Non c’è nessuno di noi lì dentro, ci sono ragazzi di una catena di videogiochi piuttosto nota a Roma.
Le nostre facce, lì davanti, erano più eloquenti di tutte le parole del mondo.

Quell’era, l’era della nostra pacifica vita alternativa e idilliaca, è finita. Per sempre.
Perchè forse qualcosa che sia per sempre c’è.
Come faremo ora?

11 Risposte a “La fine di un’era”
  1. Che dire…..sono commosso dal resoconto di jacopo,che poi….non e`altro che la mia adolescenza…mi manchera`pownare il mondo a pes mi manchera`luchino che entra la mattina con il corriere dello sport e chiede “novita`sostanziali???”, fabrizio che puntuale alle 11 la mattina entra mentre gioco a pes e mi fa “quando hai finito andiamo a sciasciare”, mi manchera`anche Marco che tornava dal fornitore con i bustoni…..sapere anche che non ci sara`nessuna altra Nextgen e caffettino di merda che Marco ti offre quando vinci a Pes e la montagna di sigarette di fronte al mitico VP piano piano verra`pulita via……insomma la tristezza e`tanta…e`vero,oggi e`finita un era

  2. Concordo con tutto cio’ che hanno detto copons e macri.Io sono entrato nel mondo di Vp in eta’avanzata (avevo circa 23 anni,e poi sono sempre stato un ”maremotiano”),quindi la mia nostalgia x quei tempi nn e’associata all’ adolescenza,ma alla perdita di un luogo in cui ho incontrato tanti buoni amici che x tanti anni mi hanno chiamato affettuosamente ”papa’ ”.E’ triste che un momento cosi’ bello sia terminato (o forse e’ solo cambiato?),ma dobbiamo sentirci felici xche’ abbiamo avuto la fortuna di viverlo.

  3. adriano scrive:

    addio VP.
    mi toccherà cominciare a giocare a magic ……tanto che ci vuole, all inizio tappi poi vai di terre e peschi dal cimitero.(una tecnica sgravata!!!!)

  4. molte delle cose che hai scritto mi hanno fatto ricordare tanti episodi della mia adolescenza e pre-adolescenza… comprendo il tuo dolore :cry:

  5. Alberto scrive:

    Niente è per sempre :sad:

  6. ….che dire….tra un po’ piango….

  7. Occhio di Sauron scrive:

    :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
    Copons sei un maledetto sentimentalone…..
    :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
    Mi hai messo addosso una tristezza incredibile….che dire….stessa identica sensazione quando mi dissero che chiudeva Rimini Rimini.
    LA FINE DI UN’EPOCA!!!

  8. è vero sei un maledetto sentimentalone :smile: meno male che qualcuno nel mondo esiste ancora :wink:

  9. Amtsea scrive:

    ammetto che la notizia mi ha davvero colpito in senso negativo…conoscevo quel negozio da molto tempo,dai tempi del liceo…ci andavo spessissimo poichè aveva sempre dei buoni prezzi,sopratutto x i prodotti Nintendo…E non potevi chiedere i prezzi al telefono perchè non te li diceva per paura della concorrenza :_D … è brutto saperlo così,proprio per caso,mentre ero intento a vedere se tale negozio avesse tirato su un sito internet per controllare le offerte ed i prezzi… peccato.

  10. O_O

    Palesati, che magari ti conosciamo…

    In ogni caso il Virtual Planet è stato rilevato e la nuova gestione fa prezzi anche migliori della vecchia, quindi non disperare!

  11. Terence scrive:

    ma tu guarda che mi tocca legge…..bella Jacky un pezzo della nostra adolescenza al VP :) )

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