Roma, 29 settembre 2007.
E’ sabato pomeriggio e, a parte il centro, Roma è vuota. Tutti sono allo stadio o a casa a seguire Roma-Inter.
Per due non appassionati di calcio, il centro è davvero l’unica meta possibile, oggi.
Arriviamo dal Tevere e scendiamo per piazza del Popolo. Solita folla di turisti, soliti motorini parcheggiati in mezzo alle palle e per di più con l’allarme attivato che scatta ogni due minuti, solite camionette dei carabinieri, soliti emo e goth che girano per il Corso.
No, aspè. Soliti… GOTH?
Ti giri a sinistra e vedi delle ciacione orribili con calze a rete a maglie larghissime rivestire i loro prosciutti.
Ti giri a destra e vedi gruppi di gente con maglioncini a righe orizzontali rosse e nere.
Vedi gente con le capigliature più improbabili, i trucchi più funerei, magliette di Batman ripetute su 8/10 del gruppo (il conformismo è una brutta bestia anche per voi!), richiami a Nightmare Before Christmas, magliette dei Nightwish (capito Gianni?), ecc.
Ma com’è possibile che via del Corso, una delle strade con più negozi fighetti della capitale, sia diventata così?
Non possono rimanere nei pressi dell’Alien o andare in qualche posto di fattoni e rimastini tipo la piazzetta dietro piazza Trilussa (piazza La Bomba E Scappa, per la precisione)?
E pensare che noi in centro c’eravamo andati per guardare un po’ di belle ragazze…
Come si fa a sparare a un uomo ferito, steso per terra, inerme?
Onore ai soldati che a Rangoon si sono rifiutati di sparare sulla folla.
Onore ai soldati di Mandalay che hanno disertato e si sono inginocchiati di fronte alla marcia dei monaci.
Inizia così la discussione. Gravius sposta la discussione sul (reale) problema di mancanza del Guild Master (tornerò mai ad esserlo? chissà!) nell’Orda Balorda. Thandronen, più pragmatico e forse più realista, sposta nuovamente la discussione sul (reale) problema di mancanza di donne.
Ma ci pensa Exanimis a ricordarci che le cose importanti della vita.
Poi Thandronen dimostra il suo amore (platonico?) verso il nostro Generale e Exanimis fa un passo indietro. Sarà perchè in fondo è etero?
Ci viene in aiuto l’immagine del seguito del discorso.
Perchè se siete amanti del retrogaming, ma anche solo dei videogiochi in generale, Super Potato è il top del top del top del top a cui potete ambire.
Ubicato in una piccola parallela della Chuo-Dori di Akihabara, vicino al Kentucky Fried Chicken, il suo ingresso (un’anonima porta di un palazzo) è nascosto dalle affollate vetrine dei negozi adiacenti. Entrando, bisogna salire al terzo piano dell’edificio per arrivare al negozio.
E lì è il paradiso. Scaffali zeppi di giochi di tutte le console mai concepite, scaffali pieni di console stesse, NES attaccati ai televisori con tanto di pad o Zapper a disposizione dei clienti per provare, portachiavi, gadget, vetrine con i giochi più rari e preziosi.
Al quarto piano ci sono le console attuali e quelle della generazione passata, quindi niente di notevole o che non si possa trovare da altre parti. All’ultimo (quinto) piano, però, c’è una sala giochi anni 80, con tanto di cabinati con lo schermo orizzontale. Fantastico.
TG2, ieri sera.
Notizia: monsignor Betori si scaglia contro la decisione della magistratura sulla diagnosi pre-impianto dell’embrione. Questa diagnosi, proibita dalla legge, serve a controllare, in caso di genitori affetti da malattie genetiche, se il figlio ottenuto con fecondazione assistita rischierebbe di avere le stesse malattie.
Notizia: monaci buddhisti marciano scalzi per le strade di Yangon, capitale della Birmania, in pacifica protesta contro lo stato dittatoriale.
Oggi la repressione armata, violenta, sanguinosa.
3 monaci buddhisti uccisi. Forse 5 morti in totale. Decine di feriti.
Io me lo chiedo, sinceramente: perchè noi ci meritiamo i preti cattolici (e li lasciamo cianciare su cazzate dove non dovrebbero neanche mettere bocca per un po’ di cazzo di dignità) mentre i monaci buddhisti si trovano nelle parti più disparate del mondo a farsi sparare per cause umanitarie e per garantire le minime libertà umane proprie e altrui?
Mi piacerebbe prendere tutte le chiese d’Italia, sfrattare i preti e sostituirli con i monaci buddhisti. Ma purtroppo significherebbe vedere l’Italia sprecare una grande occasione e privare stati che ne hanno davvero bisogno di averla del tutto.
La mia solidarietà è con voi, sempre.
[Aggiornamento]
I morti dovrebbero essere saliti a 6, di cui 5 monaci e 1 donna.
Mi ha immensamente colpito e commosso una frase detta dai monaci per invitare i sostenitori a rispettare il clima di non-violenza nei confronti dei militari: “Noi li ricolmeremo di amabile gentilezza”.
Tokyo non dorme mai.
Puoi uscire, a qualunque ora della notte, e trovare sempre qualcosa da fare.
Ristoranti, sushi bar, convi, pub, discoteche, love hotel, sale giochi, pachinko, locali di entraineuse, ecc.
Ogni tanto… ogni tanto servono cambiamenti.
E’ uscita da poco la nuova release di questo blog – e la nuova release di questo layout.
E poi quell’arancione aveva davvero stuccato, cazzo se aveva stuccato.
Molto meglio un po’ di cupezza e uno scontatissimo panorama di Tokyo come header, come nei blog emo.
Bè, almeno quella foto l’ho fatta io, vah
Insomma, spero che il nuovo layout vi piaccia.
Ovviamente quelle stelline nel menu laterale devono essere cambiate. Assolutamente.
Mai abbassare la guardia. Soprattutto mentre si dorme, quando i sogni possono essere terribilmente infami.
Mi trovavo a Campobasso, insieme a tutta la famiglia, durante un tipico pranzo festivo.
L’atmosfera è allegra, come al solito, e il cibo ottimo. So che nonna ha preparato una torta e praticamente non ho mangiato – nonostante le leccornie – per risparmiarmi per lei.
Arriva la torta. E’ eccessivamente invitante, la bramo.
Nonna serve un pezzo a tutti, poi quando è il mio turno, mette via la torta, come per farmi uno scherzo.
Penso che, essendo uno scherzo, a breve me la ridarà. Ma quando il tempo comincia a scorrere e la fame per non aver mangiato altro durante tutto il pranzo comincia ad essere opprimente, inizio ad arrabiarmi e ad essere ansioso (”paranoico” sarebbe il termine esatto, ma è sotto copyright di Pinnera) come se quello sarebbe potuto essere l’ultimo pranzo e io per volere solo una cosa – che, non avendola assaggiata, neanche so se davvero è la più prelibata – mi sono perso tutto il resto.
E lì comincia una schermaglia con nonna, che nega di aver nascosto la torta, e una lunga e orribile scena di me che nel panico rovisto casa alla ricerca di questa dannata torta che non si trova, e forse è persa per sempre.
Ciliegina sulla torta (amo i doppi sensi…):
appena dopo questo sogno, ne ho fatto un altro. Ho sognato che avevo un biglietto per Tokyo e che sarei dovuto partire domani. Ecco.
Non serve uno psicologo per capire il senso dei due sogni, basta conoscermi un po’.
Ormai odio anche la notte.
Quando ti senti veramente di merda cosa c’è di meglio che sbandierarlo a tutti sul proprio blog?
Per questo ne ho cambiato il sottotitolo.
E’ l’ultima frase del disco Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd.
Un ottimo riassunto del mio stato d’animo.
Un weekend passato a Campobasso per ossequiare un anno dalla morte di mio nonno.
Una litigata con mia madre (sua figlia) davanti alla tomba, i ricordi del 9 settembre del 2006 che ancora riaffiorano vividi e terribili nella mia memoria e che prima o poi mi deciderò a scrivere per tentare di lenirli.
Finalmente, per 15 minuti, sono riuscito a non pensare al periodo di merda che passo quotidianamente a Roma. Ed è stato solo grazie al pensiero della morte di mio nonno.
E questo mi fa sentire ancora più di merda.
Il random dell’iPod mi ha passato questa canzone che oltre ad essere molto triste per conto suo, mi ricorda anche i giorni di Tokyo (fa parte della colonna sonora di Lost In Translation). E questo la rende ancora più triste.
“Verranno tempi migliori”, ha detto Cirunz in un commento al post precedente.
Lo spero, davvero.