Archivio per gennaio 2009

Dal New York Times del 7 gennaio 2009 (articolo scoperto a partire dal blog di Daniele Luttazzi):

In un momento in cui Israele sta bombardando Gaza cercando di schiacciare Hamas, vale la pena di ricordare che Israele stesso aiutò ad allevare Hamas.

Quando Hamas fu fondata nel 1987, Israele era per lo più preoccupata del movimento Fatah di Yasser Arafat e pensò che una organizzazione religiosa palestinese avrebbe aiutato a indebolire Fatah. Israele calcolò che tutti quei fondamentalisti musulmani avrebbero passato il loro tempo a pregare nelle moschee, così diede un giro di vite a Fatah e permise a Hamas di crescere come forza alternativa.

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La conferma che Yellow Ledbetter dei Pearl Jam non ha un testo sensato, checché ne dica la lunghissima pagina di Wikipedia

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Pronto per uscire, col casco in mano, passo davanti alla finestra nell’ingresso. Fuori il cielo è gravido d’acqua e l’asfalto è nero e lucido. Controluce, piove.
Metto sull’iPod un disco a caso. Vision Creation Newsun dei Boredoms. Mentre scendo in garage sento i primi suoni noise e le voci cantilenanti: “Newsun, sun, sun, sun, yeah. Neeeeewsuuuuun, suuuuuun, suuuuuun, suuuuuuun.”.
Salgo sul motorino e i rumori iniziano ad accumularsi, a sovrapporsi e a esplodere.
Salgo la rampa che le percussioni di Yoshimi si fanno sempre più incalzanti, e il ritmo entra nel vivo con la chitarra che descrive il suo semplice e gioioso riff.
Sulla rampa, guardando il cielo, vedo il SOLE. E’ dietro le nubi, pallido e invernale, eppure, con questa musica che dalle cuffie sotto il casco mi si pianta dritta nel cervello, è il sole più bello che abbia mai visto.
Giro l’angolo, mentre le percussioni iniziano a prevalere, tribali, sul resto degli strumenti, diventando sempre più psichedeliche. Inizia a piovere, ma lì in fondo, io lo vedo, il sole. C’è, è esaltato, anche lui canticchia il ritmo forsennato di (Circle).
Sfrecciando verso il sole calante delle 4 di pomeriggio di gennaio, Yamantaka Eye inizia a gridare “Vision! Kureation! Newsun!” e un raggio spacca le nubi, le trafora e finalmente, in tutto l’accecante splendore, il sole si impone sulla pioggia e segue i 13 minuti di brano, di pioggia, di freddo, di viaggio.
Nonostante l’acqua, quasi commosso, sorrido.

C’è chi pensa che la musica, la semplice banale musica, non sia altro che un rumore di fondo. Qualcosa da sentire mentre si fa altro, magari che non sia troppo complicata per non farsi distrarre.
Quando accadono queste cose, però, non si può pensare così. La musica diviene inevitabilmente parte integrante della propria esistenza, anzi, di tutte le esistenze.
Un disco eccezionale come Vision Creation Newsun, sentito mentre fuori piove e c’è il sole, lo conferma.

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Ieri, al TG2 delle 20:30 ho avuto modo di notare l’ennesimo scempio dell’informazione italiana.
Si parlava degli eventi accaduti durante l’ultima puntata di Annozero di Santoro, in cui, parlando della questione della Striscia di Gaza, si era superato il livello di decenza e di razzismo e si annunciava che il consiglio di amministrazione Rai ha aspramente criticato il comportamento del conduttore.

Perfetto. Questa notizia potrebbe essere portata come esempio nel manuale del bravo giornalista italiano (aka il pessimo giornalista straniero).
Santoro ha parlato di Gaza in un modo che è stato trovato poco consono? Ok, ma va sottolineato chi lo ha trovato poco consono e va indicato che qualcuno, invece, non ha visto nulla di male nella puntata “incriminata”.
Santoro ha superato il livello di decenza e di razzismo? Ok, ma nei confronti di chi? Perché a Gaza ci sono in ballo israeliani e palestinesi, vale a dire ebrei e musulmani. La notizia non ne parla.
Il Cda della Rai prenderà provvedimenti contro Santoro e intende farmelo sapere in uno (degli altri non so) dei suoi TG di prima serata? Ok, ma di tutto questo mi sfugge una cosa: che cazzo ha fatto Santoro? Io ero a Londra mentre andava in onda quella puntata e onestamente, una volta tornato, non ho pensato di informarmi sull’andamento delle censure dei conduttori a rischio. Ora che lo so, ogni volta che uscirò da Roma per qualche giorno, al mio ritorno farò una telefonata a Santoro, Travaglio e Luttazzi per sapere se va tutto bene. E poi chiamerò il cimitero per stare tranquillo che nessuno abbia esumato la salma di Biagi per farne non so cosa.

Durante lo stesso TG si è parlato anche delle contestazioni ricevute da Fini nella sua visita all’Università La Sapienza di oggi pomeriggio. Le riprese mostrano gente che spintona, urla incazzose, tensione a mille, e il commento non esita a sottolineare le immagini. Alla fine del servizio, Fini minimizza dicendo che la contestazione era ampiamente prevista e comunque c’erano solo quattro gatti.

Cos’è successo, quindi? Il TG2 prima mostra studenti scalmanati assetati di sangue che tentano di assaltare il Presidente della Camera. Le loro ragioni? Mistero, visto che il servizio parla solo di ambiti, non di motivazioni (come dire: “gli studenti hanno contestato Fini per il problema della Striscia di Gaza” e non: “lo hanno criticato per la gestione della politica estera nel contesto di Gaza” approfondendo al volo che diavolo ha fatto e detto Fini su Gaza).
Dopo aver accresciuto il senso di “paura” che possono suscitare tutti questi studenti con coltelli e mazze ferrate che vogliono picchiare una delle più alte cariche del paese, quest’ultima delegittima il valore della contestazione. Insomma, non solo era una contestazione violenta, ma addirittura Fini giù ne era a conoscenza, che fessi questi comunisti che si fanno beccare, poi per una roba con 20 persone al massimo. Pfui.

In Italia le notizie in odore di politica vengono presentate così.
Se le conseguenze di un certo evento fanno comodo alla linea editoriale della testata, vengono presentate e caricate al massimo. Qualora le conseguenze non facciano sufficientemente comodo (o non ne facciano affatto), si tenta di piegarle a proprio favore.
Gli eventi, attualmente, risultano non pervenuti.

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Ah si si.

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Se vivessimo in
un mondo simpatia
dovrei poter scrivere
“Oh, esci con me”
e ficcare la sera stessa.

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Che bello ordinare
Fallout 3 e Wall•e
da Play.com per rispamiare
senza pensare
che in Italia a dicembre
il pacco scompare.
Che bello richiedere
la nuova Postepay
che la vecchia è scaduta
aspettare la busta del PIN
e quella della carta
senza pensare
che in Italia a dicembre
il pacco scompare.
Che bello sognare
un’utopico mondo
in cui i ladri postini
muoiono di AIDS
o di altre malattie
dolorose e a lungo decorso
mentre io scendo le scale
apro la cassetta
e trovo la mia posta.

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Beck - Modern Guilt

  • Autore: Beck
  • Titolo: Modern Guilt
  • Genere: Alternative Rock
  • Provenienza: Los Angeles (CA), USA
  • Data: 8 luglio 2008
  • Etichetta: Interscope / XL

Io amo Beck e l’ho sempre amato, dalla prima volta che ho sentito una sua canzone, anche coi suoi alti e bassi. Non importa, ho per lui una devozione a prescindere che ho per pochissimi altri artisti.
Premesso questo, Modern Guilt è il mio disco dell’anno.
Ha quel non so che di lo-fi e di bassi potenti che recentemente è di gran moda (vedasi In Rainbows dei Radiohead l’anno scorso e Third dei Portishead quest’anno) e che mi fa impazzire. Ha un sacco di psichedelia elettronicosa e ha le tipiche melodie pop orecchiabili di Beck.
Insomma, io non potevo chiedere di meglio.

Copons Approved

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No Age - Nouns

  • Autore: No Age
  • Titolo: Nouns
  • Genere: Noise Pop
  • Provenienza: Los Angeles (CA), USA
  • Data: 8 maggio 2008
  • Etichetta: Sub Pop

Zen Arcade degli Hüsker Dü e Loveless dei My Bloody Valentine. Ecco cosa si pensa accostandosi a Nouns.
Sonorità potenti e rumorose, l’uso della voce come semplice accompagnamento e non come elemento predominante, atmosfere sognanti e confuse.
Come molti altri album di questa lista, non sembrano prodotti del 2008, ma pur riprendendo stili dai decenni passati, anche i No Age riescono a tirar fuori il meglio di quegli stili, personalizzandoli e attualizzandoli.

Copons Approved

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